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CHIRURGIA DEL VISO

Blefaroplastica (chirurgia palpebrale)

Tecniche moderne

Tecniche miniinvasive per garantire un approccio altamente personalizzato

Risultati naturali

Piano operatorio ad hoc e estrema precisione per un risultato estetico naturale

Assenza di ricovero

Intervento in day surgery in anestesia locale con sedazione

Recupero rapido

Recupero rapido e indolore senza l'uso di drenaggi.
BeforeBeforeAfter
blefaroplastica

Chirurgia plastica delle palpebre per uno sguardo più giovane e riposato

La blefaroplastica è un intervento di chirurgia plastica che corregge l’eccesso di pelle, le borse adipose e il rilassamento muscolare delle palpebre superiori e/o inferiori. In alcuni casi include anche il rimodellamento osseo o il riposizionamento delle ghiandole lacrimali.

  • DURATA: 30′-90′
  • ANESTESIA: Locale con sedazione
  • DEGENZA: nessuna 
  • TEMPI DI RECUPERO: 5-10 giorni
  • COSA OTTERRAI: Molto richiesta sia da uomini che da donne per ottenere uno sguardo più fresco e riposato, nonostante i segni dell’invecchiamento o la predisposizione genetica. Risolve anche casi di blefarocalasi e eccesso di borse.

Tecniche moderne e miniinvasive

Utilizziamo tecniche moderne e miniinvasive che ci permettono di eseguire l’intervento in anestesia locale con sedazione, senza necessità di ricovero e con tempi di recupero molto rapidi.

Le incisioni vengono effettuate in punti strategici (nel solco palpebrale superiore o appena sotto la rima ciliare inferiore), risultando praticamente invisibili a guarigione avvenuta.

In alcuni casi selezionati è possibile ricorrere alla blefaroplastica transcongiuntivale, che non prevede incisioni cutanee visibili.

Approccio personalizzato

Grazie all’approccio personalizzato e alla meticolosa pianificazione pre-operatoria, ogni intervento viene adattato alle specifiche caratteristiche del volto della persona, garantendo risultati naturali e armoniosi.

Non vengono mai utilizzati drenaggi, e il ritorno alle attività quotidiane è generalmente possibile in pochi giorni.

FAQ

Tutte le risposte per orientarti nella tua scelta

La blefaroplastica è un intervento minimamente invasivo e per nulla doloroso. La maggior parte dei pazienti riferisce una sensazione di tensione o lieve bruciore nei primi giorni, più che un vero dolore, facilmente controllabile con analgesici comuni.

Le cicatrici, quando presenti, sono quasi invisibili perché posizionate con precisione in pieghe naturali della palpebra (superiore) o nel solco sotto-ciliare (inferiore). Con il passare delle settimane tendono a schiarirsi fino a diventare quasi impercettibili.

L’obiettivo di una blefaroplastica ben eseguita è migliorare l’aspetto senza snaturare lo sguardo. Quando l’intervento è eseguito con competenza e su misura per il volto del paziente, il risultato è naturale, armonico e rispettoso dell’espressività.

Un eccesso di rimozione cutanea o un errato posizionamento delle strutture può invece portare ad alterazioni indesiderate. Ecco perché la valutazione preoperatoria attenta e l’esperienza del chirurgo sono fondamentali.

In alcuni casi selezionati, sì. Le tecniche non chirurgiche includono:
• Acido ialuronico per mascherare il solco tra palpebra e guancia (tear trough)
• Carbossiterapia o radiofrequenza per migliorare la tonicità
• Laser frazionato o resurfacing per la texture cutanea

Tuttavia, se le borse sono dovute a erniazione del grasso orbitario, la correzione definitiva si ottiene solo con la chirurgia.

Le tecniche vengono personalizzate in base alla zona e all’inestetismo:
• Blefaroplastica superiore: rimozione dell’eccesso di pelle, muscolo e con eventuale asportazione di grasso mediale. In alcuni casi è necessario riposizionare anche la borsa intermedia, la ghiandola lacrimale, il tessuto adiposo sottomscolare (roof) e la parete orbitaria (rimodellamento osseo).
• Blefaroplastica inferiore:
o Transcongiuntivale (senza cicatrice esterna), ideale nei pazienti giovani con solo accumulo adiposo
o Tradizionale con accesso sotto-ciliare, utile quando è presente anche un eccesso cutaneo e i tessuti hanno perso tonicità.
• Laser (blefaroplastica non chirurgica): qualora sia necessario solo un miglioramento cutaneo superficiale, di solito viene associata a tecniche chirurgiche.

Dipende dal tipo di trattamento. In generale:
• Trattamenti iniettivi (filler, tossina botulinica): si attendono 3-4 settimane
• Laser, peeling profondi o radiofrequenza: è prudente aspettare almeno 2 mesi
• Altri interventi chirurgici al viso (lifting, rinoplastica): si pianificano a distanza di 3-6 mesi, salvo esecuzione in simultanea

La valutazione è sempre personalizzata.

In mani esperte, no. L’intervento viene eseguito rispettando i margini palpebrali e le strutture muscolari che garantiscono la protezione oculare.

Raramente, nelle prime settimane si possono notare:
• Visione leggermente offuscata per lacrimazione o edema
• Sensazione di corpo estraneo o lieve secchezza

Tutti sintomi transitori, che si risolvono spontaneamente o con terapia topica.

La blefaroplastica corregge l’eccesso di pelle, ma non la ptosi vera e propria, cioè l’abbassamento del margine palpebrale dovuto a debolezza del muscolo elevatore.

In questi casi, è necessario associare una correzione della ptosi, che prevede il rinforzo o la sospensione del muscolo coinvolto. L’associazione delle due tecniche garantisce un risultato sia estetico che funzionale.

Sì, la secchezza oculare va valutata attentamente prima dell’intervento.
In presenza di lacrimazione insufficiente, si può aggravare temporaneamente dopo la chirurgia.
In questi casi si può eseguire comunque l’intervento, con particolare cautela.

Il glaucoma non rappresenta una controindicazione assoluta, ma è bene condividerlo con l’anestesista e l’oculista, soprattutto se sono previsti farmaci che influenzano la pressione oculare.

Assolutamente sì. Ogni blefaroplastica dovrebbe essere progettata in funzione dell’anatomia individuale: forma dell’occhio, posizione del canto esterno, quantità e qualità della pelle,del muscolo, delle borse adipose, della ghiandola lacrimale e dell’arcata orbitale.

Un approccio standardizzato non è mai indicato. La chirurgia deve valorizzare lo sguardo, rispettando i tratti unici di ciascun paziente.

Segni di esiti non ottimali possono includere:
• Eccessiva retrazione della palpebra inferiore (scleral show)
• Sguardo fisso o innaturale
• Asimmetrie marcate
• Cicatrici evidenti o mal posizionate

Molti di questi problemi sono correggibili, tramite chirurgia secondaria, innesti di grasso, riposizionamento muscolare o trattamenti rigenerativi.

Sì, ed è spesso consigliabile. Alcune combinazioni frequenti:
• Tossina botulinica per attenuare le rughe della fronte e zampe di gallina
• Filler o lipofilling per riempire le depressioni sotto gli occhi o sulle tempie
• Laser frazionato per migliorare la qualità della pelle perioculare
• Lifting del sopracciglio o temporale nei casi in cui il cedimento interessi anche la fronte e le tempie

Il risultato è uno sguardo fresco, armonioso e coerente con il resto del viso.

Sono due aspetti fondamentali da considerare:
• Nei pazienti di sesso maschile, è importante non alterare la naturale pesantezza della palpebra superiore e mantenere uno sguardo “deciso”.
• Nelle diverse etnie, la forma della palpebra, il grasso orbitario e la qualità della pelle variano sensibilmente. L’intervento deve rispettare e valorizzare queste caratteristiche, evitando occidentalizzazioni inappropriate.

La chirurgia palpebrale deve essere inclusiva, rispettosa e personalizzata.

In via teorica:
• La blefaroplastica estetica ha come obiettivo il miglioramento dell’aspetto: rimozione di pelle in eccesso, borse adipose, ridefinizione dello sguardo.
• La blefaroplastica funzionale viene indicata quando l’eccesso cutaneo limita il campo visivo o provoca fastidi (peso palpebrale, cefalea da compensazione muscolare) e ovviamente in tutti i casi post traumatici e post oncologici.
In pratica:
Dal punto di vista chirurgico non si dovrebbe mai fare una distinzione tra estetica e funzione perché l’estetica è funzione e una corretta funzionalità garantisce il risultato estetico. Le due cose non sono separabili per quanto riguarda l’approccio chirurgico.

La qualità della pelle incide molto. Una cute sottile ed elastica si adatta meglio, mentre una pelle ispessita o molto rilassata può richiedere tecniche associate (come laser, peeling o innesti di grasso) per ottimizzare il risultato.

In generale, più la pelle è ben curata nel tempo, più il risultato si mantiene stabile e duraturo.

La blefaroplastica è un intervento che può dare risultati molto duraturi. In media:
• Il risultato può mantenersi per 10-15 anni o più
• Se il processo di invecchiamento continua e si verificano nuovi cambiamenti, si può valutare un ritocco selettivo, spesso meno invasivo rispetto al primo intervento

Non esiste una scadenza precisa: sarà l’evoluzione naturale del viso a guidare la decisione.

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