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CHIRURGIA DEL SENO

Mastoplastica Adittiva Mini-invasiva

Tecniche moderne

Tecniche mini-invasive che migliorano il comfort e la sicurezza pos-operatoria

Risultati naturali

Piano operatorio ad hoc per un risultato proporzionato al corpo della paziente

Assenza di ricovero

Intervento in day surgery in anestesia locale con sedazione

Recupero rapido

Minimo dolore post-operatorio, nessun drenaggio, cicatrici invisibili
BeforeBeforeAfter
mastoplastica additiva

Aumento del seno con la tecnica mini-invasiva ibrida

Che tu voglia ritrovare la tua femminilità dopo una gravidanza, correggere un’asimmetria o semplicemente desideri un décolleté più pieno e armonioso, l’aumento del seno con tecnica miniinvasiva è oggi una scelta sicura ed efficace, eseguita secondo i più alti standard della chirurgia plastica mondiale.

  • DURATA: 30′-60′
  • ANESTESIA: Locale con sedazione/generale
  • DEGENZA: nessuna o al massimo 1 notte
  • TEMPI DI RECUPERO: 7-10 giorni
  • COSA OTTERRAI: Aumento del volume del seno tramite l’utilizzo di protesi, miglioramento di forma e proporzioni.

La tecnica ibrida mini-invasiva

La mastoplastica additiva mini-invasiva è oggi l’intervento di chirurgia estetica più richiesto per l’aumento del volume del seno. La nostra Equipe utilizza esclusivamente tecniche moderne, personalizzate e non traumatiche, eseguite in anestesia locale con sedazione e senza drenaggi, per garantire un’esperienza più sicura, un recupero rapido e cicatrici minime.

Ogni intervento viene pianificato sulla base dell’anatomia e delle aspettative della paziente, scegliendo protesi di ultima generazione, altamente compatibili e naturali al tatto, o integrando l’intervento con lipofilling (grasso autologo) per risultati ancora più armoniosi (tecnica ibrida).

Tecniche di accesso e approccio endoscopico

Le protesi possono essere inserite attraverso:

  • una mini incisione ascellare
  • una mini incisione areolare
  • una mini incisione nel solco sottomammario

In tutti i casi, la cicatrice è ridotta (3–4 cm) e con il tempo diventa quasi invisibile. Utilizziamo una tecnica endoscopica miniinvasiva, che permette una visione diretta e dettagliata delle strutture anatomiche. Questo consente una dissezione più precisa, un perfetto controllo del sanguinamento e ci permette di evitare l’uso dei drenaggi, migliorando comfort e sicurezza post-operatoria.

FAQ

Tutte le risposte per orientarti nella tua scelta

Nella maggior parte dei casi semplici esami di routine per verificare lo stato di salute della paziente: esami del sangue, elettrocardiogramma, ecografia e/o mammografia mammaria. In casi selezionati e in presenza di patologie associate può essere necessario eseguire esami più approfonditi.

Esami del sangue

  • Emocromo, coagulazione, elettroliti
  • Glicemia, funzione epatica e renale
  • Markers infettivologici (HBV, HCV, HIV)

Esami strumentali

  • Elettrocardiogramma (ECG)
  • Ecografia mammaria e/o mammografia (secondo età e anamnesi)
  • Radiografia del torace (se indicata)

Valutazione anestesiologica

No, utilizziamo una tecnica miniinvasiva che permette di eseguire l’intervento anche in sedazione con anestesia locale.

Evitiamo ogni tipo di trauma innecessario dei tessuti e questo rende la procedura praticamente indolore, possono esserci al massimo dei fastidi nel post operatorio come una sensazione di pressione sul petto o un leggero mal di schiena. Inoltre non utilizziamo drenaggi e questo migliora nettamente il comfort post operatorio.

Viene comunque eseguito un controllo dei fastidi post operatori con analgesici.

Per quanto riguarda le cicatrici ci saranno solo due piccole linee poco visibili di 3-4 cm, nei primi mesi appariranno arrossate e con il tempo diventano praticamente invisibili.

Primo check 7 giorni dopo, 1 mese, 3 mesi, 6 mesi, 1 anno

7-10 giorni di recupero  (non sforzi, sport, no fatiche)

Attività sportiva leggera a partire dalle 3-4 settimane

18 anni
(se ci sono asimmetrie, problemi di forma o ipertrofie estreme che compromettono il benessere fisico e psicologico si può intervenire anche prima)

Le protesi mammarie non hanno una scadenza fissa, ma non sono dispositivi “a vita”. È un mito comune pensare che debbano essere sostituite automaticamente dopo 10 anni, ma la realtà è più sfumata: la sostituzione è necessaria solo in presenza di complicanze, cambiamenti estetici, o in caso di rottura o usura della protesi.

Le protesi di ultima generazione hanno una durata media compresa tra 15 e 20 anni, ma in molti casi possono restare in sede senza problemi anche più a lungo. Alcuni studi scientifici riportano che l’80-90% delle protesi è ancora intatto dopo 10 anni dall’impianto (FDA, 2020; Maxwell et al., 2013).

• Rottura della protesi: è una delle cause più frequenti di sostituzione. Le moderne protesi in gel coesivo non provocano sversamento di silicone libero, ma è comunque indicato rimuoverle.
• Contrattura capsulare: una reazione fibrosa esagerata che può causare dolore e alterazione della forma del seno. • Desiderio di cambiamento estetico: ad esempio variazione di volume o forma. • Migrazione o dislocazione della protesi (molto rara con le tecniche attuali). • Alterazioni rilevate agli esami di controllo.

Sì. Dopo l’intervento, è fondamentale:
• Effettuare controlli regolari, inizialmente annuali, poi ogni 1-2 anni.
• Eseguire ecografie mammarie o risonanze magnetiche in base all’età e alla tipologia di protesi.

Dopo la convalescenza dal parto o dopo due mesi dalla fine dell’allattamento

La maggior parte delle case produttrici di protesi fornisce una garanzia a vita degli impianti in caso di rottura o contrattura capsulare e un rimborso per i costi dell’operazione.

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Senza impegno, con rispetto e attenzione.

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